Giornale di Psicologia
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GdP - The international peer-reviewed open-access journal of scientific research in psychology (from Italy, Europe)

LA RICERCA DIVENTA SCIENZA QUANDO VIENE CONDIVISA E RESA TRASPARENTE GRAZIE ALLA VOLONTA' E ALL'INTELLIGENZA DEI MOLTI CHE COLLABORANO AL GIORNALE DI PSICOLOGIA Sito ufficiale del GIORNALE di PSICOLOGIA: giornale internazionale open-access della ricerca scientifica indipendente in psicologia, diretto da Felice Perussia. You can read the Giornale di Psicologia in a language familiar to you following the EASY INSTRUCTIONS TO READ IN MY LANGUAGE. Il Giornale di Psicologia viene pubblicato in edizione cartacea (ISSN 1971-9558), ma anche in una identica edizione open access su internet (ISSN 1971-9450) . Il Giornale di Psicologia è indicizzato da: PsycINFO (American Psychological Association: PsycINFO database ).

 
 
 
 
 
 
Dal 26 aprile 2007,
le pagine visitate (su internet) del
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Ricordiamo che il contatore è indicativo solo di una parte minima della diffusione effettiva del Giornale di Psicologia. Infatti non tiene conto: né dei lettori che consultano la versione originale cartacea (in biblioteca, in studio ecc), né del numero dei download, né dei siti mirror che lo riprendono, né di quanti leggono o redistribuiscono il Giornale di Psicologia dopo averlo scaricato dal sito in .pdf
 
 
 
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I materiali pubblicati nel Giornale di Psicologia vengono messi a disposizione della collettività di scienziati, professionisti, studenti e utenti, in licenza freeware e opensource.
E' completamente libero l'accesso al sito per scopi di studio e di ricerca.
E' assolutamente vietata la riproduzione, in qualsiasi forma, a scopi commerciali.
Leggete attentamente le AVVERTENZE, che vi impegnate automaticamente a rispettare nel momento in cui accedete al giornaledipsicologia.it
 
FILOSOFIA
 
del Giornale di Psicologia

 
 
 
Dopo la fondazione del Personality Psychology Workshop, dopo Psicologia Futura, dopo AttivaMente e mentre il Programma ITAPI si sviluppa sempre più globalmente (senza dimenticare il nostro antico studente e collega Erasmo; ma anche i nostri più recenti compagni di dipartimento: Kiesow, Gemelli e Ponzo) non potevamo certo fare a meno di realizzare un giornale scientifico internazionale, dedicato alla ricerca e al lavoro psicologici, che sia fondato anche su di una concezione etica open access (cioè: scientificamente molto rigoroso; ma anche libero e gratuito).
 
Il Giornale di Psicologia è uno strumento originale di crescita per la comunità psicologica, nato per sostenere lo scambio di contributi scientifici ed intellettuali, di conoscenze e di esperienze.
 
Il Giornale di Psicologia favorisce il confronto costruttivo tra scienziati ed operatori nel campo della psicologia, intesa nel senso più ampio e preciso del termine, con riferimento sia alle ricerche empriche specialistiche sia ai fondamenti generali della disciplina.
 
Il Giornale di Psicologia nasce in primo luogo dalla comunità scientifica, per favorire l'integrazione e la valorizzazione delle diverse competenze ed esperienze tra scienziati di tutto il mondo, nel campo della psicologia teorica, di ricerca, applicata.
 
Il Giornale di Psicologia è anche uno strumento di documentazione e di lavoro culturale, che si propone di ampliare, in un contesto di costante rigore metodologico e di collegamento con il dibattito internazionale, le conoscenze sui temi che riguardano i processi psicologici sottesi ai modi in cui le persone pensano, sentono e agiscono.
 
Il Giornale di Psicologia è aperto a tutte le tematiche, antiche e moderne, che il pensiero psicologico affronta in una prospettiva scientifica rispettosa delle reciproche diversità di orientamento tra le diverse tradizioni di ricerca.
 
Il Giornale di Psicologia si propone anche, più in generale, di contribuire all'aggiornamento e alla consapevolezza scientifica dei professionisti, degli studiosi e degli studenti della psicologia ovvero di quanti, partecipi dei temi che fondano la cultura moderna, utilizzano questa disciplina nel loro lavoro o nella loro esistenza quotidiana, così come (speriamo) ai lettori esperti anche non propriamente specialisti del settore
 
 
 
 
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SCIENZA
 
 
Il Giornale di Psicologia persegue la diffusione della psicologia scientifica, ma non si propone nessuno specifico intento di carattere divulgativo (almeno: non nel senso spregiativo del termine).
O meglio, forse più correttamente: il Giornale di Psicologia rende accessibile un selezionato materiale di qualità a chiunque sia interessato ad approprondire i temi della ricerca in psicologia; ma non per questo banalizza in alcun modo tale sofisticata forma di conoscenza.
In altri termini ancora: il Giornale di Psicologia volgarizza (diffonde) la cultura scientifica, ma senza per questo renderla volgare.
 
I contenuti pubblicati nel GdP, pur venendo messi liberamente a disposizione della collettività, sono di taglio strettamente scientifico.
 
Il Giornale di Psicologia non pone alcun limite alla tecnicità disciplinare dei contributi proposti: né nel linguaggio, né negli apparati tabellari o nella ricchezza delle illustrazioni, né nelle bibliografie ecc degli articoli.
Il Giornale di Psicologia propone insomma una psicologia scientifica messa potenzialmente sotto gli occhi di tutti, ma non certo una psicologia semplificata.
 

 
ETICA DELLA CONDIVISIONE
 
 
Il Giornale di Psicologia si fonda sull'utilizzo delle potenzialità che internet mette a disposizione, con il fine di realizzare la massima condivisione possibile della scienza (lasciando nel contempo da parte il diffuso obiettivo di realizzare il massimo sfruttamento commerciale della medesima).
 
Un modo tipico di utilizzo della rete internet, da parte delle riviste commerciali (psicologiche e non), consiste infatti attualmente nell'immettere all'interno dei motori di ricerca il testo completo dei propri articoli (così da farli indicizzare e citare con frequenza).
Ma, una volta che il navigatore è stato intercettato e cerca di leggere la ricerca indicizzata dai motori, gli viene richiesto un rilevante pagamento per potere accedere davvero al file dell'articolo che gli era stato fatto baluginare davanti agli occhi con l'offerta-civetta del browser.
E si tratta di una tecnica (appartenente alla grande famiglia detta del fishing) assai efficace commercialmente; come hanno ben dimostrato i siti pornografici (e non solo quelli), che l'hanno ideata e sviluppata con successo per primi.
 
La sequenza, come certamente sapete per esperienza (dato che, se siete su questo pagina, è perché amate la ricerca scientifica), si sviluppa più o meno così: voi trovate la citazione sul motore, aprite la pagina web e ci potete leggere non più di 5/10 (al massimo) righe in chiaro; mentre, se volete studiare il vero articolo che il motore di ricerca vi ha segnalato, vi viene chiesto di versare un dazio, generalmente nell'ordine di mille/duemila vechie lire a pagina (tra l'altro: da versare non agli autori che hanno effettivamente prodotto il lavoro, ma alla rivista che si è fatta cedere gratuitamente il copyright e ne sfrutta oculatamente la commercializzazione).
 
Al GdP internet serve invece per condividere la ricerca, rendendola accessibile a tutti:
 
  • per la grande diffusione della rete su tutto il globo
  • per la possibilità di utilizzare gli strumenti che il fatto di essere in rete offre, quali in particolare la possibilità di essere facilmente selezionati attaverso un motore di ricerca e quindi di essere letti immediatamente per intero (nel caso del Giornale di Psicologia)
  • e soprattutto per la possibilità di tradurre facilmente (almeno a un livello dignitoso) ovvero immediatamente il testo degli articoli in molte delle lingue che sono accessibili per chi legge, anche per chi si è formato in culture del tutto diverse dalla nostra.
 
 
Vogliamo peraltro sottolineare che, al Giornale di Psicologia non abbiamo proprio nulla in contrario a che le riviste commerciali ottengano, con la libera collaborazione degli scienziati che regalano loro il copyright dei propri articoli, cospicui guadagni dallo sfruttamento della ricerca scientirfica.
 
Di certo: non siamo nemici dell'intraprendenza privata (caso mai: il contrario). Solo che, al Giornale di Psicologia, preferiamo occuparci della massima diffusione della scienza, invece che della (perlatro, lo riperiamo: da noi seriamente stimatissima, purché stia nei limiti della legge e di un'etica della solidarietà) massima realizzazione dei profitti, giustamente tipica di una parte dell'impresa economica.
 
 
Preghiamo i gentili Autori, prima di sottoporre al Giornale di Psicologia un articolo per la pubblicazione, di consultare attentamente le "Istruzioni per gli Autori", così da redigere sin dall'inizio il lavoro secondo le regole internazionali classiche nella versione specifica del GdP. Grazie.

Dear Authors: Before submitting a paper for publication in the Giornale di Psicologia, please consult carefully the "
Instructions for Authors", to set the work according to classic international rules in the version of GdP.
 
 

 
I DIRITTI DELL'AUTORE
 
 
E cogliamo l'occasione per sottolineare ancora (in accenno) quanto abbiamo già evocato nel capitolo introduttivo al manuale di ITAPI-G.
 
Merita infatti ricordare ancora il meccanismo (forse un po' perverso) che si è sviluppato nel tempo, fondandosi sull'insicurezza di molti autori (e di molte istituzioni) che sperano di utilizzare questi strumenti editoriali, che si definiscono scientifici, per costruire una forma di credibilità (per sé e/o per la propria disciplina) di cui evidentemente si sentono poco dotati (se qualcuno non glie la conferma dall'esterno).

Infatti, per quanto possa suonare strano, almeno agli occhi di chi non è addentro ai meandri della pratica scientifica: benché i costi (generalmente derivati da finanziamenti pubblici di università e fondazioni) per produrre le ricerche siano spesso molto elevati, le riviste "scientifiche" (quelle private e commerciali) non forniscono alcun compenso agli autori per il loro lavoro (come invece accade per il resto dell'editoria), i quali vi scrivono dunque solo gratuitamente; e in qualche caso (anche di riviste apparentemente molto prestigiose) pagando pure le spese di stampa o almeno contribuendovi almeno in parte (pare strano, ma avviene così anche in taluni casi che non si penserebbero proprio).
 
Per pubblicare sulla gran parte delle riviste: gli autori cedono peraltro completamente, con un contratto quasi sempre rigido e sanzionatorio, tutti i diritti di sfruttamento commerciale del proprio lavoro all'editore (che tra l'altro, in genere, li può anche rivedere a terzi o utilizzare liberamente in altri contesti) spesso impegnandosi a non pubblicare articoli simili o su temi simili in altra sede (sempre: a beneficio, si fa per dire, della libera diffusione della conoscenza).
 
Lo scienziato che non fosse disposto a sottomettersi a questa procedura (del tipo. ti pubblico solo se rinunci al copyright e a qualsiasi prestesa su qualsiasi guadagno della rivista e dell'editore) viene immediatamente censurato (dalla sostanziale totalità delle riviste "scientifiche" attualmente in circolazione), rifiutando a priori la pubblicazione dell'articolo.
 
L'elevato costo al pubblico di tali journal e review (la cui materia prima, per l'editore, è appunto gratuita) viene però calcolato con una strategia di prezzo che è molto simile a quella impiegata dalle compagnie aeree (tariffe del tutto diverse per lo stesso identico prodotto, costruite in base al fatto che l'utente: è nella necessità di volare, e allora il prezzo sale vertiginosamente; oppure ha l'opportunità di viaggiare un po' a tempo perso, e allora il prezzo cade a livelli minimi).

Chi traccia la strada, in psicologia, è comunque la corporazione stessa degli psicologi. Giusto per riportare un esempio, ricordiamo infatti che i listini della American Psychological Association sono (dati 2005) del tipo:
 
  • abbonarsi al Journal of Experimental Psychology General (circa 500/600 pagine l'anno, su argomenti di laboratorio non proprio popolari) costa sui 200 dollari e rotti (sui 30 centesimi a pagina);
  • abbonarsi al Journal of Personality and Social Psychology (verso le 800/900 pagine l'anno, ma su argomenti un po' più vivaci e soprattutto con connotazioni di qualificazione nell'ambito professionale per gli autori che riescono a scriverci) costa invece intorno ai 1.200 dollari (oltre un dollaro a pagina);
  • acquistare via internet un medio articolo, che sta solitamente sulle 10/20 pagine in .pdf (zero spese o quasi di stampa e di distribuzione per l'editore), costa tipicamente 25 dollari;
  • la possibilità di accedere alla banca dati PsychINFO, che riporta gli abstract degli articoli, va da un minimo assoluto (e molto eccezionale) di 600 dollari l'anno fino a un massimo di circa 25.000 dollari l'anno. Il prodotto è sempre lo stesso, ma il prezzo varia a seconda di chi lo chiede (a seconda di quanto si ritiene di poterne cavare).
 
Dove la natura "pubblica" (ma anche: libera e scientificamente disinteressata) di un meccanismo fondato su vincoli economici del genere appare abbastanza evidente di per sé.
 
E ricordiamo anche (benché possa suonare pleonastico) che l'accesso su internet alla versione in .pdf del Giornale di Psicologia (giornaledipsicologia.it; ISSN 1971-9450; la quale è peraltro identica all'edizione a stampa, ovvero ISSN 1971-9558, da cui viene ricavata) è del tutto gratutita, open-access e sviluppata in un contesto non-profit, tanto per gli autori quanto per i lettori.
 
Forse parlare di denaro non è molto elegante. Ma preferiamo parlarne chiaramente per non chiedervelo, invece che accennarvi soltanto con distacco, ma per chiedervelo poi inesorabilmente e insistentemente ogni volta che volete condividere la scienza e la conoscenza.
 
 
Alle origini del
Giornale di Psicologia
 
 
Il Giornale di Psicologia è solo un ulteriore passo avanti lungo una strada che (almeno per noi che lo realizziamo) data quasi una ventina d'anni.
 
Tale strada si dipana attraverso alcuni passaggi, tra cui in particolare merita ricordare qui, quanto meno:
 
Tali passaggi sono ispirati tutti ad una medesima filosofia, fatta (speriamo) di rigore scientifico, di condivisione con la comunità degli psicologi e più in generale dei ricercatori, di lavoro no-profit.
 
 
 
Phersonality Psychology Workshop (www.phersu.org)
 
E' il gruppo di lavoro che ruota attorno alla cattedra di Psicologia generale e della personalità che Felice Perussia occupa, da quasi vent'anni, presso l'Università degli Studi di Torino.
Anche per questo Il Giornale di Psicologia dedica uno spazio particolare ad alcuni settori di eccellenza del Personality Psychology Workshop, tra cui: la psicotecnica, la ricerca sui test di personalità, la psicografia, il counseling, la storia della psicologia, il Programma Itapi ecc.
Psicologia Futura
 
La Conferenza Psicologia Futura, (detta anche Seconda Conferenza dei Corsi di Laurea in Psicologia) si è tenuta presso la sede dell'allora Corso di Laurea in Psicologia dell'Università di Torino nei giorni 21 e 22 ottobre 1994.
Presidente di Psicologia Futura è stato l'attuale direttore Responsabile del Giornale di Psicologia.
A
Psicologia Futura (iniziativa, come è quasi ovvio per noi: aperta a tutti e gratuita) si associarono alcune istituzioni rappresentative del movimento psicologico italiano, che ne trassero occasione per una riflessione sistematica sul presente e sul futuro possibile della formazione e della professione psicologica in Italia.
Tra queste: l'Ordine degli Psicologi, autorevolmente rappresentato dal suo Presidente nazionale, nonchè dal Presidente e dal Segretario di ciascun Ordine regionale.
Collaborò inoltre la Conferenza dei Presidi e dei Presidenti degli undici Corsi di Laurea di Psicologia allora esistenti in Italia (erano tutti presenti).
Fu un'occasione importante di confronto libero per tutto il movimento psicologico.
Per il momento: una occasione del genere non si è ancora ripetuta.
AttivaMente (www.attivamente.net)
 
AttivaMente è stato un Convegno Nazionale, e un'occasione d'incontro,
organizzato dalla Facoltà di Psicologia
dell'Università di Torino
con la collaborazione di molti.
AttivaMente (2000)
si è proposto di fare il punto
sui modi concreti della psicologia in azione.
AttivaMente (2000)
è stato per certi aspetti anche una vetrina, e quasi un festival,
di molte strategie di intervento attivo
sviluppate dalla psicologia attuale.
AttivaMente ha avuto come Presidente l'attuale direttore responsabile del Giornale di Psicologia e come coordinatori aggiunti i due attuali redattori del Giornale stesso.
Per il momento: una occasione del genere non si è ancora ripetuta.
Programma ITAPI (www.itapi.org)
 
Il Programma ITAPI (Test italiani di personalità) mette in condivisione una serie di strumenti e di supporti scientifici per chi si interessa di ricerca sulla personalità, sui valori e sugli stili di vita.
ITAPI è il Programma indipendente che parte da un'ampia interazione con il mondo della ricerca internazionale, ma che si sviluppa specificamente all'interno della cultura Italiana ed europea.
Il
Programma ITAPI (Italia Personality Inventory o Inventories) segue una particolare filosofia di lavoro, collegata alla tradizione del freeware e dell'open source (per utilizzi non commerciali) ovvero del no profit, oltre che della trasparenza e della particolare attenzione posta al potenziale utente del lavoro psicologico.
 
 
 
 
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Il Dipartmento di Psicologia dell'Università di Torino
 
 
Un altro elemento rilevante di ispirazione genetica da un punto di vista scientifico e culturale per il Giornale di Psicologia è, più in generale, la ultrasecolare tradizione di ricerca che nasce almeno dalla "Cattedra di psicologia, con annesso laboratorio" assegnata a Friedrich (poi: Federico) Kiesow nel 1906, da cui è originato il Dipartimento di Psicologia, poi il Corso di Laurea in Psicologia e finalmente la Facoltà di Psicologia dell'Università degli Studi di Torino.
 
Avvenne infatti che nel 1919 Kiesow fondò a Torino, insieme con i suoi allievi Edoardo (poi: Agostino) Gemelli e Mario Ponzo, l'Archivio italiano di Psicologia, che alla morte di Kiesow venne ripreso da Gemelli, il quale nel frattempo aveva fondato l'Università Cattolica di Milano, con il titolo di Archivio di Psicologia, Neurologia e Psichiatria.
 
Il Giornale di Psicologia, pur essendo una iniziativa del tutto autonoma e indipendente dal Dipartimento, rappresenta almeno in parte una ripresa della tradizione scientifica che si è mossa anche da quella rivista.
 
Un approfondimento su questi temi si trova nella
pagina sul Dipartimento di Psicologia dell'Università di Torino offerta da Phersu.
 
Per una introduzione alla storia della psicologia e dei giornali di psicologia a Torino, può risultare di qualche utilità la lettura dell'articolo (pubblicato sul GdP):
Note sui periodici della ricerca scientifica in psicologia all'Università di Torino, su Federico Kiesow e sull'Archivio Italiano di Psicologia (di Felice Perussia).
 
IL TESTO DELL'ARTICOLO E' LEGGIBILE E SCARICABILE LIBERAMENTE DALLA RETE (.pdf - full open access).
 
 
Nella memoria di
Erasmo da Rotterdam
 
 
In questi ultimi sei secoli, a Torino abbiamo laureato un gran numero di stimatissime persone, tra cui molti personaggi rappresentativi per la cultura e per la storia italiana, europea e mondiale.
 
Ma il più famoso laureato dell'Università di Torino è probabilmente Jeert Jeerts, detto latinamente Desiderius Erasmus Roterdamus e meglio noto in Italia come Erasmo da Rotterdam.
 
Quello che sin dall'epoca sua veniva abitualmente chiamato "il principe degli umanisti" (ma anche il "princeps pacis") conseguì infatti un solo titolo accademico in tutta la sua vita e precisamente quello di Dottore presso l'Università di Torino, il 4 settembre 1506 con la valutazione di "idoneo e sufficiente".
 
Un approfondimento sul tema si trova nella pagina su Erasmo offerta dal Personality Psychology Workshop nel sito Phersu.org.
 
Il testo assolutamente più famoso di Erasmo è certamente l'Elogio della follia, pubblicato nel 1509.
Il libro si intitolava originariamente Moriæ Encomium o Laus Stultitiæ.
 
Per incisio: Erasmo ha prodotto anche un secondo testo veramente importante (e fondativo per la psicologia nel senso in cui la intendiamo noi): il De libero arbitrio, dedicato alla dignità dell'intelligenza e dell'immaginazione umana, redatto come critica al De servo arbitrio di Lutero, che voleva la mente umana del tutto prona al dogmatismo delle scritture (o almeno a come le vedeva lui).
 
Ora: benché sul titolo del libro siano stati sviluppati spesso giochi di parole impropri (dai molti che lo citano senza averlo letto o senza avere adeguata cognizione del senso con cui è stato scritto) l'Elogio della follia è proprio il libro fondativo della psicologia nel senso moderno in cui la intendiamo noi.
 
 
Il Giornale di Psicologia è dedicato, pur con tutte le sproporzioni del caso e la necessaria modesta che ne consegue, anche alla testimonianza del nostro antico collega Erasmo da Rotterdam.
 
 
 

FELICE PERUSSIA PRESENTA IL COMPIANTO ERASMO DA ROTTERDAM, NOSTRO LAUREATO ALL'UNIVERSITA' DI TORINO NEL 1506
 
 
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Per inciso: il Giornale di Psicologia utilizza principalmente software freeware.

E, naturalmente, se vi viene in mente qualche cosa da segnalare o da suggerire: contattateci.

 
 
 

Tutte le comunicazioni da e per il Giornale di Psicologia avvengono via internet ovvero via e-mail, a meno che non venga specificata la necessità di produrre materiali cartacei o dichiarazioni in copia ufficiale
 
 
 
 
Preghiamo i gentili Autori, prima di sottoporre al Giornale di Psicologia un articolo per la pubblicazione, di consultare attentamente le "Istruzioni per gli Autori", così da redigere sin dall'inizio il lavoro secondo le regole internazionali classiche nella versione specifica del GdP. Grazie.

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The Giornale di Psicologia (Journal of Psychology) is a scientifically powerful and ethically open-access instrument of international collaboration, deeply rooted in the tradition of European psychological research.
You can have a brief introduction to Giornale di Psicologia in the WELCOME page.
 

 
 
Il Giornale di Psicologia rappresenta, così per i ricercatori come per chi opera sul campo, una preziosa quanto rara occasione open-access in cui poter condividere liberamente eccellenti contributi di ricerca psicologica internazionale (con speciale riferimento alla prospettiva che parte dalla cultura europea ed italiana in particolare).
 
 
Il Giornale di Psicologia è cresciuto, almeno in parte, come naturale sviluppo del Programma
 
 
Il Giornale di Psicologia collabora attivamente al movimento scientifico internazionale Open Access, che si propone di rendere liberamente accesbile la ricerca prodotta in Europa.
Questo anche se il Giornale di Psicologia è sì un Programma di ricerca scientifica di matrice universitaria, ma che per scelta si regge principalmente su disponibilità private e individuali, mentre solo raramente utilizza dei (pur sempre benvvenuti) fondi universitari o di origine pubblica.
Quella che ci sta a cuore è infatti la condivisione trasparente di tutta la ricerca scientifica di qualità.
Per il Programma internazionale Open Access, si può fare riferimento a: DOAJ (Directory of Open Access Journals); Knowledge Exchange (KE); Denmark’s Electronic Research Library (DEFF); German Research Foundation (DFG); Joint Information Systems Committee (JISC).
 
 

 
 
Personality Psychology Workshop (Università di Torino)
 
 

 
 
Il Giornale di Psicologia viene pubblicato nella memoria di Erasmo da Rotterdam: il più famoso laureato dell'Università di Torino; il fondatore della concezione umanistica della psicologia.

 

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ITAPI: Il Programma Scientifico - La presentazione di alcuni aspetti rilevanti del progetto sugli Inventari Italiani di Personalità, dalla vive voce del coordinatore scientifico del Programma ITAPI.
 
 
ITAPI: I Test principali - Una breve presentazione dei 4 principali test realizzati e messi in condivisione internazionale da ITAPI.
 
 
 
 
 

 
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Il Laboratorio di PSICOTECNICA esiste attivamente da ben oltre dieci anni.
Il 30 luglio 2004 abbiamo introdotto anche un contatore generale, che registra gli accessi a tutte le pagine dei siti collegati al gruppo
PSICOTECNICA, che è anche il gentile Editore del Giornale di Psicologia.
Siamo orgogliosi del fatto che, da quel momento, le pagine viste su PSICOTECNICA abbiano largamente superato il milione.
Le pagine aperte, anche solo da allora, nell'ambito del Laboratorio di PSICOTECNICA sono state infatti (certificazione ShinyStat):
 
 
 
 
 
 
Felice Perussia, direttore del GIORNALE di PSICOLOGIA, vi saluta assieme a
Andrea Boarino, Renata Viano e tutto il gruppo di lavoro che collabora allo sviluppo del GIORNALE di PSICOLOGIA.
 

 
 

 
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Grazie per esserci venuti a trovare. Arrivederci a presto.
 
Il Giornale di Psicologia è una pubblicazione quadrimestrale a carattere scientifico, iscritta al registro periodici del Tribunale di Milano (n.249; 16.4.2007).
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